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Immigrati, Lodi non è più accogliente

Da: Il Cittadino
http://edicola.ilcittadino.it

Pubblicato il rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e lavoro: in 4 anni la Provincia precipita dal settimo al 68esimo posto
Immigrati, Lodi non è più accogliente
Alto il tasso di abbandono scolastico, scarso l’inserimento sociale

Il Lodigiano perde la sua capacità di accoglienza. A dirlo sono i dati del rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: in 4 anni la provincia di Lodi precipita dal settimo al 68esimo posto su 113. A farla crollare è l’indice di inserimento sociale che valuta la dispersione scolastica, l’accessibilità al mercato immobiliare, la cittadinanza e il coinvolgimento nella criminalità, misurando il grado di radicamento nel tessuto sociale e il livello di accesso ai servizi fondamentali. Il Lodigiano, che nel rapporto 2009 era 22esimo schizza alla 78esima postazione.

A rilento i lavori degli appartamenti ad uso sociale

Da: Il Cittadino
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A rilento i lavori degli appartamenti ad uso sociale
E nella zona è polemica per i ritardi del cantiere

Riflettori puntati, in tema di area ex Pirelli Cavi, sui ritardi con cui sta prendendo forma la palazzina di 20 appartamenti ad uso sociale, previsti nella convenzione del costruttore, che dovrebbero sorgere nell’imponente complesso edilizio per abbattere l’emergenza abitativa. Se in un primo tempo sembrava che i cantieri dovessero decollare proprio con la realizzazione delle case per i meno abbienti, di cui per il momento non si vede traccia, in fase di discussione è venuto a galla anche questo risvolto dell’operazione immobiliare. È tornato così in primo piano un tema che era già stato oggetto di un’interrogazione presentata dalla sinistra che siede in minoranza, con quesiti che riguardavano i criteri per l’assegnazione di queste unità immobiliari, che dovrebbero fornire risposte alla grande richiesta di case a canoni calmierati.

Non c’è più nessuna speranza per l’Ense

Da: Il Cittadino
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Tavazzanon Nonostante le proteste l’ente sarà accorpato all’Inran; l’amarezza dei dipendenti: «Alla fine abbiamo perso»
Non c’è più nessuna speranza per l’Ense
Soppressione immediata per l’istituto che perde ogni competenza

tavazzano Nessuna marcia indietro sull’Ense. Per l’Ente Nazionale Sementi Elette, che ha una sede a Tavazzano, il destino è segnato. Nel testo licenziato dal Senato non c’è nessun cenno alle sperate, e invocate, correzioni all’allegato II alla manovra che sancisce la fine dell’ente che dal 1954 si occupa delle certificazioni delle sementi in Italia, diventata poi obbligatoria con le norme europee.Nonostante l’indirizzo votato all’unanimità dai componenti della commissione permanente attività agricole, in cui si prescrive la necessità di salvare l’ente dall’annessione all’Inran; nonostante le interrogazioni scritte di alcuni esponenti anche della maggioranza, a cui non è mai arrivata una risposta; nonostante le prese di posizione di politici che coprono tutto l’arco parlamentare, ultima in ordine di tempo quella dell’assessore regionale all’agricoltura, Giulio De Capitani, ieri mattina a Lodi. Per ora è stato tutto inutile.

Genia, ormai vicina l’ora della verità

Da: Il Cittadino
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Gina Greco dovrà decidere se presentare il piano di risanamento che non incassa il parere positivo di parte della maggioranza
Genia, ormai vicina l’ora della verità
Ieri confronto serrato tra sindaco e tecnici, oggi si va in consiglio

Il futuro di Genia ieri è stato al centro di un lunghissimo “faccia a faccia” tra il sindaco Gina Greco e i manager della multiservizi pubblica, da cui dovrà sortire una immediata strategia. Il confronto, che ha preso quota poco dopo le 14, alla presenza di tecnici e consulenti di entrambe le parti, alle 20 era ancora in corso. Gli interlocutori ufficiali dopo sei ore non erano infatti ancora riusciti ad arrivare a una sintesi. Grossi aggiornamenti a questo punto sono attesi per la giornata di oggi, in quanto il primo cittadino dovrà decidere se portare nel consiglio comunale di stasera il Piano di risanamento della società, che è caldeggiato dal Consiglio di amministrazione e dallo staff che ha in mano le redini dell’azienda, ma non piace ad una parte della maggioranza di centro sinistra, che ha già espresso grosse perplessità.

L’acqua deve rimanere un bene per tutti: nel Lodigiano 4mila firme per il referendum

Da: Il Cittadino
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L’acqua deve rimanere un bene per tutti: nel Lodigiano 4mila firme per il referendum

Giù le mani dall’acqua pubblica. A chiederlo sono stati oltre un milione di italiani, quasi 4mila dei quali residenti nel Lodigiano. Le loro firme a sostegno del referendum contro la privatizzazione dell’acqua sono state presentate ieri alla Corte di cassazione. Il Lodigiano ha superato ampiamente l’obiettivo di 2586 firme. A spiegarlo, presso la sede del Mlfm, il Movimento per la lotta contro la fame nel mondo di via Cavour, in contemporanea con l’iniziativa romana, sono stati i promotori della campagna referendaria. «Da noi - spiega il referente provinciale del Clap, il comitato lodigiano per l’acqua pubblica Ercole Ongaro - per il primo articolo del referendum che chiede l’abrogazione dell’articolo 23 bis del decreto Ronchi sono state raccolte 4146 firme e ne sono state autenticate 3910; sul quesito numero 2 e 3 ne sono state raccolte rispettivamente 4140 e 4139 e ne sono state certificate 3926 e 3982.

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