Da Il Giorno Lodi
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di LAURA DE BENEDETTI
— LODI —
AL MASSIMO ENTRO I PRIMI di ottobre tutti i residenti del Lodigiano pagheranno l’uso dell’acqua tramite una bolletta intestata alla Sal, Società Acqua Lodigiana, un ente interamente pubblico.
Cap, Astem, Asm di Codogno a cui si aggiunge anche il Consorzio Basso Lambro per la sola attività di depurazione (per 27 comuni), infatti confluiranno in Sal il proprio ramo di attività afferente l’acqua in un periodo compreso tra giugno e settembre. Il protocollo è già sottoscritto ed è pure già stato siglato un accordo con i sindacati affinché nel passaggio del personale siano mantenuti gli attuali livelli professionali e sia garantita l’occupazione. Ma le cose sono tutt’altro che semplici. Per 58 comuni del Lodigiano i cambiamenti sono già in corso. Cap Gestione, facente parte di Cap Holding, infatti, da gennaio è confluita, con i 240 comuni consorziati (di cui 58 lodigiani e 20 pavesi) in Amiacque, una srl pubblica diventata l’unico soggetto operativo nella gestione del ciclo idrico nell’ambito territoriale della provincia di Milano.
PER GRAN PARTE dei lodigiani, dunque, la prossima bolletta dell’acqua sarà targata Amiacque anziché Cap, ma solo al massimo fino all’estate. Nel piano di definizione di ambiti territoriali previsto dalla legge, infatti, entro pochi mesi i Comuni del Lodigiano e del Pavese confluiranno nelle rispettive società a carattere provinciale: per quanto ci riguarda, in Sal. Attualmente però Sal ha solo una sede legale in via Grandi, ha un proprio presidente, Carlo Locatelli, 2 consiglieri, 1 consulente per il piano industriale e 1 ingegnere per la progettazione e deve riuscire ad essere operativa in 6-8 mesi: «Gli accordi politici sono ormai consolidati - afferma l’assessore all’Ambiente della Provincia Antonio Bagnaschi - resta tutta la parte tecnica. L’aspetto più difficile, al momento, è valutare quanta gente lavora oggi per l’acqua lodigiana nelle diverse società. Abbiamo stimato che passeranno a Sal un centinaio di dipendenti. Ma se ad esempio per il Consorzio Basso Lambro, che fa solo depurazione, con una gestione ridotta a 7 addetti, è più facile garantire il passaggio in Sal già a giugno, per gli altri la situazione è più difficile. Si tratta di società multiservizio più complesse con operatori con diverse mansioni, magari anche il gas oltre all’acqua, oppure nel caso specifico di Cap-Amiacque, distribuiti su altri territori. Le stime dunque sono in corso e si tratta di uno dei passaggi più difficili, che prevede anche la concertazione con i sindacati». C’è poi anche la questione della sede: «Si valuterà - spiega Bagnaschi - se mantenere le sedi attuali o unificarle, magari in futuro.
AD ESEMPIO IL CONSORZIO Basso Lambro ha un contratto d’affitto della propria sede di S.Angelo (dov’è nato nel 1976) ancora per un paio d’anni. Si potrebbe pensare di utilizzarlo ancora per un certo periodo. Più urgente è valutare le dimensioni dei rami d’azienda. Di certo Sal nel giro di 6 mesi dovrà funzionare, avere un proprio ufficio di fatturazione strutturato, con personale proveniente dagli attuali gestori. Idem per l’ufficio di progettazione: a Sal è già stato d’altro canto affidato il ciclo dell’acqua, con numerosi investimenti, per 30 anni».

