Da: Il Cittadino
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Pubblicato il rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e lavoro: in 4 anni la Provincia precipita dal settimo al 68esimo posto
Immigrati, Lodi non è più accogliente
Alto il tasso di abbandono scolastico, scarso l’inserimento sociale
Il Lodigiano perde la sua capacità di accoglienza. A dirlo sono i dati del rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: in 4 anni la provincia di Lodi precipita dal settimo al 68esimo posto su 113. A farla crollare è l’indice di inserimento sociale che valuta la dispersione scolastica, l’accessibilità al mercato immobiliare, la cittadinanza e il coinvolgimento nella criminalità, misurando il grado di radicamento nel tessuto sociale e il livello di accesso ai servizi fondamentali. Il Lodigiano, che nel rapporto 2009 era 22esimo schizza alla 78esima postazione. Si conferma, invece, ai vertici della classifica per quanto riguarda la sua attrattività territoriale (passa dal VI al IV posto) e la capacità di assorbire gli immigrati in trasferimento da altre province. Quest’ultimo indicatore dà Lodi al terzo posto, dopo Brindisi e Trieste. È al secondo posto, per quanto riguarda la percentuale di minori sulla popolazione straniera, mentre per quanto concerne l’inserimento occupazionale Lodi si attesta 41esima. Oltre la metà della classifica (al 63esimo posto) poi per quanto riguarda l’accessibilità al mercato immobiliare, cioè la capacità degli immigrati di diventare proprietari di casa. Il settore nel quale Lodi fa la figura peggiore è quello della dispersione scolastica: precipita dal 65esimo posto all’88esimo. Per quanto riguarda il grado di delinquenza, Lodi sta nel mezzo, con un sessantesimo posto, contro il quarto del 2009, mentre per la naturalizzazione e la capacità di contrarre matrimoni misti, passa dal 60esimo all’84esimo posto. Sul fronte dell’uso di manodopera immigrata il Lodigiano slitta dal 30esimo al 36esimo posto, mentre per la capacità di assorbimento lavorativo, il Lodigiano è quint’ultimo, al 99esimo posto. A riscattare il settore lavoro sono però gli imprenditori: qui il Lodigiano è addirittura ai vertici al quarto posto. Secondo il presidente della Provincia Pietro Foroni, «il Lodigiano è un territorio accogliente. I problemi del lavoro - dice - sono quelli che affrontano anche gli italiani per via della crisi. Non vedo altre particolari difficoltà». Il sindaco di Lodi Lorenzo Guerini, invece, è preoccupato per il «forte tasso di abbandono precoce degli studenti. È un segno - dice - che le politiche di integrazione degli stranieri nel mondo della scuola richiedono ancora grande impegno e capacità di iniziativa. Per quanto riguarda l’integrazione economica e occupazionale, emergono, invece, due situazioni di segno opposto: da una parte un significativo tasso di imprenditorialità straniera, dall’alta una bassa capacità di assorbimento occupazionale della manodopera dipendente da parte del sistema produttivo locale. In merito all’allarme sociale che il fenomeno dell’immigrazione può generare, poi, il rapporto sembra attestare come l’equazione aumento della presenza di stranieri uguale aumento della criminalità sia davvero infondata». Per Laura Coci, presidente di Lodi per Mostar, le difficoltà maggiori degli stranieri riguardano la «possibilità di trovare una casa e di avere un riconoscimento scolastico. Per 3 anni consecutivi, fino al 2008 - dice - abbiamo realizzato un report sugli esiti scolastici degli studenti stranieri, registrando sempre esiti veramente penosi, a svantaggio degli immigrati. Anche quest’anno da un osservatorio più ristretto, ho notato che la forbice dei bocciati tra italiani e stranieri è stata del 20 per cento. Credo che la mentalità delle istituzioni debba cambiare profondamente. Ma lo ritengo improbabile: siamo in un tempo storico in cui si crede che basti bocciare per preparare. In una scuola che respinge di più in generale, a maggior ragione sono respinti gli stranieri che hanno maggiore disagio sociale. Sono penalizzati coloro che hanno meno risorse e meno strumenti».Cristina Vercellone

