Crisi di Genia, ecco la verità di Fazioli

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Da: Il Cittadino
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«Ora tutti mi danno addosso, ma tutte le scelte del consiglio sono state condivise dalla giunta di centrosinistra»
Crisi di Genia, ecco la verità di Fazioli
L’ex presidente chiama in causa l’amministrazione di Marco Toni

n «È bizzarro, se non schifoso, che il “modello Genia” venga visto, letto, commentato, come “errori di Fazioli” quando San Giuliano mi ha voluto, ha voluto fare Genia, ed io tuttora condivido quella scelta. Tuttavia se tornassi indietro mai accetterei l’incarico». L’ex presidente del consiglio di amministrazione della società pubblica Genia spa, Roberto Fazioli, racconta così la sua versione dei fatti. Accende dunque i riflettori sulle scelte che furono intraprese sotto la sua guida per la società che è oggi afflitta da una pesante situazione debitoria. E parla in una mail diramata a un lungo indirizzario in cui figurano i nomi degli esponenti del centrosinistra sangiulianese. Nella nota, che ha creato immediato subbuglio, il mittente questa volta non risparmia certo accuse, anche pesanti, nei confronti dell’esecutivo dell’ex sindaco Marco Toni. Chiama all’appello nome per nome alcuni ex assessori e un ex consigliere, spiegando che talvolta la politica gli ha chiesto di fare investimenti, uno di questi nel settore delle telecomunicazioni che, dice, «francamente non ho apprezzato». Partendo dal prologo, ricorda: «Siccome il modello di riferimento era Soelia, ci fu addirittura una corriera di politici sangiulianesi (tutta la Giunta certamente) che si recò ad Argenta, parlò non solo con me, ma con l’ex sindaco e il segretario comunale per capire il modello e di ciò si discusse assai a San Giuliano. Non fu, quindi, una scelta cieca». Ma soprattutto Fazioli, nella comunicazione informale, che ieri è rimbalzata in poche ore tra esponenti e militanti di tutti gli schieramenti locali, sottolinea: «Si sono fatti straordinari investimenti a San Giuliano, grandi e piccoli, sopra e sotto terra, alcuni urgenti, obbligatori, altri condivisi con la giunta-proprietà che ha sempre avuto piena informazione delle cose che dovevano fare per il bene della collettività». Sostiene insomma a chiare lettere che le ex compagini al governo avrebbero volta per volta condiviso le stesse strategie che oggi, in cui sulla società pubblica soffia bufera, sono state poste sul banco delle accuse. «Genia ha dato fastidio. - rimarca Fazioli nella sua missiva, difendendo il suo operato -. Vi ricordate il caso Pubblicompost? La volontà sangiulianese di tenere in house l’acqua?». Ammette inoltre: «Abbiamo col tempo avuto crescenti problemi dentro Genia per i ritardi nei pagamenti da parte del comune, un mutuo (quello per il centro natatorio discusso decine di volte in giunta) di cui noi abbiamo sempre pagato gli oneri ed il comune si tratteneva i relativi soldi. Problemi crescenti (da parte del consiglio di amministrazione scoperti ex-post) di fatturazione e recupero crediti specie nel versante energy; problemi crescenti di gestione del personale. Ma tutti risolvibili, come nelle “normali” crisi di crescita aziendali». L’ex presidente, che ha avuto in mano le redini dell’azienda fino al novembre, scorso conclude il messaggio mostrandosi disponibile al confronto e pronto a raccontare in sede ufficiale la sua versione dei fatti. E lancia la proposta: «Perché su questo tema non si vuole fare un serio confronto aperto al vecchio consiglio di amministrazione?».Giulia Cerboni