Anche l’Eni ora “batte cassa” a Genia

Da: Il Cittadino
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due articoli da cittadino


Ennesimo dibattito nel corso dell’assemblea, l’opposizione: «Siamo preoccupati per un eventuale fallimento della società»
Anche l’Eni ora “batte cassa” a Genia
Decreto ingiuntivo da 10 milioni per i crediti sulla fornitura di gas

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Tutti adesso aspettano il pronunciamento della Corte dei Conti sul caso
E in consiglio scoppia la polemica: «Questa è la fine della multiservizi»

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Ennesimo dibattito nel corso dell’assemblea, l’opposizione: «Siamo preoccupati per un eventuale fallimento della società»
Anche l’Eni ora “batte cassa” a Genia
Decreto ingiuntivo da 10 milioni per i crediti sulla fornitura di gas

Eni batte cassa a Genia, con un decreto ingiuntivo da 10 milioni e 200mila euro per il recupero dei crediti cumulati negli anni scorsi relativi alla fornitura del gas. La notizia, che mercoledì pomeriggio è rimbalzata per diverse ore sul territorio, ha trovato conferma ufficiale in serata, nel corso del consiglio comunale, a seguito di un’interrogazione urgente presentata dal consigliere Corrado Biondino, il quale ha chiesto lumi all’esecutivo di centrosinistra rispetto ad un’indiscrezione che aveva alzato l’attenzione della città. Il sindaco Gina Greco, rispondendo al quesito ufficiale della minoranza, ha confermato: «È arrivata notizia da parte di Genia riguardo la notifica del decreto ingiuntivo, a cui gli avvocati hanno fatto opposizione». A distanza di un anno dall’esplosione del rovente dibattito relativo proprio all’esposizione della società pubblica del comune di San Giuliano nei confronti di Eni, dopo lunghi confronti, in cui sono rimaste in gioco alcune alternative per risolvere in modo morbido la pesante pendenza, in questa fase in cui c’è il rischio che Genia fallisca, Eni ha dunque presentato il conto, passando le per vie legali. Immediata la reazione di Biondino, il quale circa un’ora prima si era visto bocciare dalla maggioranza la possibilità di discutere nella stessa serata una mozione urgente, dettata dall’emergenza, in cui chiedeva all’esecutivo di far predisporre dalla commissione tecnica un documento che illustrasse le conseguenze immediate che avrebbero potuto sortire da un eventuale fallimento di Genia. «Siamo preoccupati - ha ricordato Biondino -, anche per tutte le attività artigianali che vantano crediti con Genia. In una situazione del genere, la maggioranza non ha voluto discutere sulle conseguenze che un eventuale fallimento potrebbe avere il giorno dopo sul sindaco, sugli assessori, sui consiglieri comunali, sulla città». Ma il dibattito, che si è articolato in un clima di evidente tensione politica, è stato preceduto sin dalle prime battute da un deciso intervento da parte del portabandiera della Lega nord Stefano Dornetti, il quale ha letto pubblicamente la mail in cui, sempre nella giornata di mercoledì, l’ex presidente del consiglio di amministrazione di Genia, Roberto Fazioli, aveva divulgato la sua versione dei fatti, non risparmiando attacchi nei confronti degli ex assessori. L’esponente lumbard ha chiesto di allegare agli atti del consiglio il documento, che nelle ore precedenti aveva creato grande subbuglio negli ambienti politici locali. Nonostante quindi il sindaco nei giorni precedenti avesse sospeso la discussione sul Piano di rilancio della società, come era prevedibile, la serata è stata ancora una volta totalmente incentrata sul vortice di interventi, che hanno avuto nel mirino esclusivamente Genia. Ma il dibattito, dove ha preso quota una fitta altalena di interventi che si sono susseguiti, ancora una volta si è concluso senza alcun indirizzo, in quanto le istanze che hanno infiammato il confronto non prevedevano votazione. Giulia Cerboni

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Tutti adesso aspettano il pronunciamento della Corte dei Conti sul caso
E in consiglio scoppia la polemica: «Questa è la fine della multiservizi»

«Genia rischia fortemente di essere la prima società pubblica in Italia che fallisce». Questa stessa frase mercoledì sera è stata ripetuta in più dichiarazioni che si sono alzate dalla minoranza. A questo punto, se sino ad ora nonostante le pesanti difficoltà in cui versa da tempo la multiservizi del comune di San Giuliano, nessuno aveva mai parlato pubblicamente di fallimento, la possibilità di un tracollo mercoledì sera è sembrata alquanto realistica. Il dibattito è esploso a seguito di un’interrogazione presentata nei giorni scorsi dal capogruppo della lista «Sinistra, ecologia e libertà», Francesco Marchini, il quale ha chiesto notizie al primo cittadino Gina Greco circa l’udienza alla Corte dei Conti. In via eccezionale, rispetto ad un passaggio che solitamente prevede domanda, risposta e controreplica, è stato fatto uno strappo alla regola, allargando la possibilità ai consiglieri di intervenire. Il sindaco, oltre a spiegare ancora una volta come si è articolato il colloquio, in un passaggio ha sottolineato: «La Corte ha chiesto informazioni sui controlli che erano stati effettuati dall’ente locale su Genia e ha chiesto se nei contratti di servizio c’erano degli impegni per l’assunzione di personale. Si è impegnata a riconvocare i rappresentanti del comune, assicurando un costante monitoraggio». Ulteriori particolari sono stati resi noti dagli altri interlocutori che hanno partecipato all’incontro insieme al sindaco, i quali hanno spiegato che tra le strade che potrebbero essere indicate, c’è anche la liquidazione della società. Ma per un gruppo di consiglieri di minoranza, vista l’emergenza, il Piano di risanamento andava portato in consiglio, indipendentemente dal pronunciamento della Corte dei Conti. Il capogruppo della lista di opposizione «Fare bene la città», Giovanna Bugada, ha sottolineato: «La Corte dei conti avrà deciso di approfondire alcuni argomenti, ma fino a questa sera non è stato emesso alcun provvedimento. Credevo che le cose per bene si stessero già facendo. Qualcuno deve assumersi la responsabilità che stasera, non assumendo decisioni, si segna la fine di Genia». E dal Pdl, Corrado Biondino, ha attaccato la squadra di governo, ricordando: «Avete lasciato la società allo sbando, per non far passare il Piano di risanamento con i voti della minoranza». Dallo stesso schieramento Maurizio Broccanello: «Non assumere una decisione equivale al 50 per cento a decidere». Passando al fronte avversario, pieno appoggio alla Greco, è stata espressa dal capogruppo del Pd, Roberto Licciardo, il quale ha confermato «il supporto all’azione del sindaco». Più critico l’ex sindaco, nonché esponente della lista di maggioranza «Vivi bene San Giuliano», Marco Toni, il quale ha sollevato anche la questione del reclutamento dei consulenti, ricordando una prescrizione della Corte dei Conti, in base alla quale il comune entro febbraio avrebbe dovuto fissare delle regole per la selezione di manager e tecnici a cui appoggiarsi, laddove sono richieste specifiche competenze. E tra la minoranza anche Biondino ha mostrato l’intenzione di andare a fondo su questo capitolo. Giu. Cer.

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