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L'Aler: siamo pronti ad abbattere i quartieri Giambellino e San Siro

Da: La Repubblica
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Il presidente Zaffra: sono zone degradate, miglioreremo la vita dei quartieri
L'Aler: siamo pronti ad abbattere
i quartieri Giambellino e San Siro
«Incontri con gli abitanti per spiegare l'operazione di trasferimento, vogliamo evitare l'effetto choc»

MILANO - Prima l'esperimento in piccolo: 60 alloggi in via Barzoni, dietro al Corvetto. Poi la sfida più grande: il Giambellino. «È tutto vero, stiamo lavorando con il Comune e la Regione per cambiar volto ai quartieri più degradati della città». Demolire per ricostruire. Loris Zaffra, il presidente di Aler, ne ha parlato di ritorno dalla ferie anche col sindaco Moratti. «A ottobre partiremo con l'operazione delle casette di via Barzoni. Sessanta alloggi che diventeranno in pochi mesi 120. Nel frattempo, è vero, dovremo trasferire qualche nucleo familiare. Lavoreremo, cercheremo il consenso». Il consenso, appunto: il problema è tutto lì. Lo stesso Zaffra ricorda la sollevazione popolare di qualche anno fa in via Salomone, dove bastò un annuncio a mezzo stampa per scatenare la protesta dei residenti sotto sfratto «causa degrado». «Per questo vogliamo evitare l'effetto choc». Per questo, insieme con Comune e Regione, scatterà nelle prossime settimane una campagna informativa al Giambellino, «un laboratorio di quartiere per parlare, spiegare, raccontare vantaggi e opportunità. E poi ancora per rassicurare, tranquillizzare, garantire. E non sarà un processo breve. Ci vorranno mesi». Le ruspe entreranno in azione tra un anno, non prima.

Noi, quelli delle case all'amianto

Da: Corriere della Sera
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la storia degli inquilini delle case popolari in zona Rogoredo e della loro battaglia
Noi, quelli delle case all'amianto
Il documentario «Le White» di Simona Risi è stato appena premiato al festival «Cinemambiente»

«Vi togliete due mila euro a testa e vedrete che non si ammala più nessuno». Aveva urlato così il rapper Oscar White, due anni fa ad «Annozero», rivolgendosi ai politici ospiti di Santoro, tra cui Stefania Prestigiacomo e Dario Franceschini. Parole dettate dalla rabbia, la rabbia di vivere alle «Bianche», case popolari in zona Rogoredo rivestite di amianto, materiale cancerogeno, illegale in edilizia dal 1992. Non sono rimaste inascoltate: il Comune ha assegnato appartamenti in altri quartieri a quasi tutte le 150 famiglie che abitavano nel palazzo di via Carlo Feltrinelli; le ultime rimaste saranno trasferite a breve. Ci sono voluti 25 anni, però. Nel frattempo sono morte 49 persone e altre 18 si sono ammalate: non si sa se per colpa dell’amianto, sono in corso accertamenti, ma è possibile. Ed è stata necessaria una battaglia lunga e faticosa, fatta di manifestazioni, esposti e denuncie, per ottenere quel risultato. La racconta Simona Risi nel documentario «Le White», appena premiato al festival «Cinemambiente». «Non un film di denuncia», precisa la regista milanese, 40 anni. «Mi interessava cogliere l’aspetto umano di una lotta che per tanto tempo ha unito persone di tutti i tipi, giovani, anziani, casalinghe. Una lotta fatta anche di scontri tra punti di vista diversi, ma da cui è sfociato un senso di solidarietà incredibile».

Interrogazione del Pd: perché il Comune non fa rispettare il patto per l'equo canone in cinque case su sei?

Da: La repubblica
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IL CASO
I 54 appartamenti vuoti di Ligresti
la convenzione prevede affitti low cost
Interrogazione del Pd: perché il Comune non fa rispettare il patto per l'equo canone in cinque case su sei?

di ORIANA LISO

Bilocali e quadrilocali a poche fermate di tram dal centro città. Edilizia da ceto medio, costruzioni dei primi anni Novanta con affitti cari la metà dei prezzi di mercato. In via dei Missaglia, nel quartiere Le Terrazze, sono 54 gli appartamenti vuoti, sfitti da anni, che potrebbero andare a dare un po’ di sollievo alla richiesta continua e pressante di case a prezzi calmierati di Milano. Ma due fattori lo impediscono: da una parte una proprietà, la Immobiliare Milano assicurazioni del gruppo Ligresti, che ha tutto l’interesse a lasciare vuote case che aveva l’obbligo di affittare se non ad equo canone, almeno a un canone equo. Dall’altra, l’inerzia, la lentezza da pachiderma della macchina comunale: che, pur davanti a evidenti infrazioni, rimanda o non effettua controlli sull’edilizia convenzionata, facendo prosperare gli abusi.

Milano, sfrattato a ottant'anni si suicida lanciandosi dal quinto piano

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Da: La Repubblica
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IL CASO
Milano, sfrattato a ottant'anni
si suicida lanciandosi dal quinto piano
L'uomo abitava nello stabile delle Generali con la moglie portinaia da quasi mezzo secolo
Ex pianista di Tony Dallara, non ha sopportato l’idea di dover lasciare la dimora di una vita

di SANDRO DE RICCARDIS

Era stato sfrattato a novembre dalla casa dove aveva vissuto per 40 anni, in corso di Porta Vittoria 18. Poi aveva dovuto lasciare un altro appartamento messo a disposizione temporaneamente dalla proprietà, il fondo Cimarosa delle assicurazioni Generali, in via Canonica 59, ed era finito in albergo con moglie e figlio. Sarebbe dovuto partire per tornare definitivamente a casa, a Giardini Naxos, in Sicilia. Ma Umberto Fusco, 80 anni, ex musicista di successo, pianista che aveva accompagnato tra gli altri Tony Dallara in diversi tour, e che fino a qualche anno dava lezioni di pianoforte ai ragazzi, ha vissuto i traslochi, fino all’addio definitivo da Milano, come un’espulsione dalla sua città.

Due giorni di festa nella strada

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Da: Corriere della Sera
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Due giorni di festa nella strada. Settanta gli appuntamenti
Canti, balli e musica: via Padova sceglie «l’aggregazione pacifica»
Il quartiere lancia la sfida della cultura. I promotori: qui ci sono problemi ma anche enormi risorse

MILANO - Anche via Padova domenica si è risvegliata con lentezza per i postumi della vittoria dell'Inter a Madrid. Ma già in tarda mattinata la gente ha cominciato a scendere in strada, a partecipare a un'altra festa, la due giorni «Via Padova è meglio di Milano», che sabato e domenica ha coinvolto tutta l'area da piazzale Loreto a Crescenzago con più di settanta appuntamenti tra musica, teatro, incontri, proiezioni, giochi, sport, organizzati da una cinquantina di associazioni.
E la sera erano in centinaia i milanesi, non soltanto della zona, che si sono radunati a ballare al Parco Trotter in occasione del concerto conclusivo dell'Orchestra di via Padova, ospite la cantante Malika Ayane. «Con questa partecipazione - commenta Carlo Bonaconsa dei comitati promotori - siamo riusciti a trasmettere l'idea di una via Padova con problemi, è vero, ma anche con enormi risorse, in grado di rigenerarsi e trasformarsi».

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