accoglienza

Immigrati, Lodi non è più accogliente

Da: Il Cittadino
http://edicola.ilcittadino.it

Pubblicato il rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e lavoro: in 4 anni la Provincia precipita dal settimo al 68esimo posto
Immigrati, Lodi non è più accogliente
Alto il tasso di abbandono scolastico, scarso l’inserimento sociale

Il Lodigiano perde la sua capacità di accoglienza. A dirlo sono i dati del rapporto del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro: in 4 anni la provincia di Lodi precipita dal settimo al 68esimo posto su 113. A farla crollare è l’indice di inserimento sociale che valuta la dispersione scolastica, l’accessibilità al mercato immobiliare, la cittadinanza e il coinvolgimento nella criminalità, misurando il grado di radicamento nel tessuto sociale e il livello di accesso ai servizi fondamentali. Il Lodigiano, che nel rapporto 2009 era 22esimo schizza alla 78esima postazione.

Il centro per gli “sfollati” si farà

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Da: Il Cittadino
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La Caritas li utilizzerà per accogliere famiglie sfrattate per periodi temporanei e per i senza tetto
Il centro per gli “sfollati” si farà
Quattro container vicino alla parrocchia di San Carlo

Nonostante le vicissitudini legate all’individuazione di un indirizzo sul territorio di San Giuliano in grado di ospitare la struttura di accoglienza promossa dalla Caritas cittadina, il progetto andrà comunque in porto. Se in certi momenti l’ambiziosa iniziativa di dotare il territorio di una soluzione abitativa temporanea per famiglie sfrattate e senza tetto sembrava destinata a sfumare, arriva infatti conferma che il progetto ha ormai trovato definizione, racimolando i consensi necessari.

Ospita l'alunna rom dopo lo sgombero "Non potevo lasciarla a vivere in strada"

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Da: La Repubblica
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Stefania Faggi insegna da quasi quarant'anni a Milano ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’Ortica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati dall’ex fabbrica di via Rubattino
di Zita Dazzi

«Non avrei mai potuto tornare a casa, a dormire nel mio letto, se Cristina fosse rimasta in strada. Non avrei chiuso occhio pensando a lei e alla sua famiglia sotto il ponte, al freddo. Perché l’ho fatto? Che senso ha questa domanda? Non sarei una persona normale, sarei un essere disumano se non mi fossi portata quella bambina a casa e se non avessi cercato un posto anche per la sua famiglia». Stefania Faggi fa la maestra da quasi 40 anni ed è ancora piena di entusiasmo nel suo lavoro. È stata lei la prima nel quartiere dell’O rtica ad aprire le porte di casa a una dei rom sgomberati giovedì mattina dall’ex fabbrica di via Rubattino.

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