Da: Corriere della sera
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l'intervento al convegno «Per un'integrazione possibile»
La Moratti in Cattolica: «Un clandestino di norma delinque». E' polemica
Il sindaco: «Mettere in relazione reato e espulsione». Dissenso in sala. L'opposizione: frasi indegne
MILANO - «I clandestini che non hanno un lavoro regolare, normalmente delinquono». Lo ha affermato il sindaco di Milano, Letizia Moratti, durante il suo intervento al convegno che si è svolto lunedì mattina all'Università Cattolica «Processi migratori e integrazione nelle periferie urbane - Per un'integrazione possibile». «La clandestinità è un reato - ha aggiunto la Moratti -. Un clandestino colto in flagranza non può essere espulso se ha altri processi in corso. Per rendere efficace il reato di clandestinità - ha sottolineato - occorre assorbirlo in altre fattispecie di reato», così si rende effettiva l'espulsione. Letizia Moratti ha fatto anche un accenno al caso di via Padova, sostenendo che «casi come quello ci sono e ci possono essere anche in altre situazioni».
CONTESTATA - L'affermazione del sindaco, pronunciata nell'Aula Magna dell'ateneo, alla presenza del ministro dell'Interno Roberto Maroni, ha suscitato diversi brusii di disapprovazione da parte del pubblico in platea.

