crisi

Polverizzati 830 posti entro dicembre

Da: Il Cittadino
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A soffrire la crisi risultano soprattutto le aziende più piccole, solo una minima parte prevede assunzioni per il futuro
Polverizzati 830 posti entro dicembre
Nel territorio l’emorragia di occupati è la più pesante di Lombardia

n La crisi non molla il colpo: entro la fine dell’anno il territorio lodigiano perderà altri 830 posti di lavoro. L’occupazione non ha nessuna intenzione di crescere, anzi, per dicembre registrerà un -2,1 per cento, la discesa più pesante di tutta la Lombardia. I numeri arrivano dal sistema informativo Excelsior, elaborato dall’Unione Italiana Camere di commercio, per stilare la ricerca sono state interpellate 100mila aziende in tutto lo Stivale, attraverso una serie di interviste telefoniche a campione.

Genia, riduzione della busta paga in vista

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Da: Il Cittadino
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La società dovrà cambiare al più presto sede, il comune dovrà invece cedere il 40 per cento dei settori Ambiente ed Energia
Genia, riduzione della busta paga in vista
A breve la trattativa per i contratti di solidarietà dei dipendenti

I lavoratori di Genia, vista la difficilissima partita che la società pubblica si trova ad affrontare, saranno invitati a fare qualche rinuncia, in attesa che vengano assunte scelte decisive. Attraverso una trattativa sindacale, che punterà a ridurre il costo del lavoro, dovrebbe essere firmato un contratto di solidarietà. Pare insomma che i lavoratori verranno invitati a rinunciare a qualcosa, per dare una mano all’azienda. Sebbene il riferimento sia generico, si prospetta un ritocco, che per tradursi in un beneficio sui conti, dovrà comunque prevedere una contrazione della busta paga. Spetta ora ai rappresentanti di impiegati e operatori che fanno capo alle diverse divisioni il compito di affrontare un tavolo che punterà a contrastare la fase di forte di crisi dell’azienda pubblica che non ha soldi e sulle cui sorti grava un pesante fardello ricco di punti interrogativi.

Crisi, sono 14mila i lodigiani senza lavoro

Da: Il Cittadino
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I lavoratori in cassa integrazione sono invece quasi 4mila; i sindacati: «Teniamo accesi i riflettori sulle situazioni più gravi»
Crisi, sono 14mila i lodigiani senza lavoro
In un anno la schiera dei disoccupati è cresciuta del 12 per cento

n Non c’è luce alla fine del tunnel. I disoccupati sono arrivati a quota 14mila, nel giro di un anno il loro numero è cresciuto del 12 per cento, mentre le persone in mobilità sono più di 1700. Nel frattempo, il ricorso alla cassa integrazione è salito fino a raggiungere i 2 milioni di ore solamente nei primi cinque mesi dell’anno, con un incremento generale del 195 per cento. Un esercito di disperati si rivolge tutte le settimane al Centro per l’impiego, nella speranza di trovare una seconda chance o di poter accedere al fondo di solidarietà.«Nonostante i timidi segnali di ripresa, non si intravede la fine di quello che è un vero dramma occupazionale nel nostro territorio», dicono i sindacati, che domenica mattina erano impegnati in un picchetto nel cuore del mercato di Lodi.

Crisi di Genia, ecco la verità di Fazioli

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Da: Il Cittadino
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«Ora tutti mi danno addosso, ma tutte le scelte del consiglio sono state condivise dalla giunta di centrosinistra»
Crisi di Genia, ecco la verità di Fazioli
L’ex presidente chiama in causa l’amministrazione di Marco Toni

n «È bizzarro, se non schifoso, che il “modello Genia” venga visto, letto, commentato, come “errori di Fazioli” quando San Giuliano mi ha voluto, ha voluto fare Genia, ed io tuttora condivido quella scelta. Tuttavia se tornassi indietro mai accetterei l’incarico». L’ex presidente del consiglio di amministrazione della società pubblica Genia spa, Roberto Fazioli, racconta così la sua versione dei fatti. Accende dunque i riflettori sulle scelte che furono intraprese sotto la sua guida per la società che è oggi afflitta da una pesante situazione debitoria. E parla in una mail diramata a un lungo indirizzario in cui figurano i nomi degli esponenti del centrosinistra sangiulianese. Nella nota, che ha creato immediato subbuglio, il mittente questa volta non risparmia certo accuse, anche pesanti, nei confronti dell’esecutivo dell’ex sindaco Marco Toni.

Nubi nere sul futuro dell’Ense

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Da: il cittadino
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Tavazzanon Ieri a Roma la protesta dei ricercatori: «A questo punto solo un miracolo può salvarci»
Nubi nere sul futuro dell’Ense
Bocciato in Senato l’emendamento per salvare l’istituto

tavazzano Orizzonte nero per l’Ense. Bocciato giovedì al Senato l’emendamento per salvare l’ente che ha anche una sede a Tavazzano con Villavesco. E speranze ridotte al lumicino sulla possibilità di invertire la rotta che punta dritta dritta all’annessione con l’Inran, l’Istituto nazionale per la ricerca degli alimenti e della nutrizione. L’emendamento bocciato giovedì, presentato dal presidente della commissione permanente Agricoltura e Produzione agroalimentare, Paolo Scarpa Bonazza Buora, era l’ultimo di quelli sopravvissuti per il salvataggio dell’Ense. A perorare la causa dell’ente, anche il senatore della Lega nord Gianpaolo Vallardi che, durante la seduta, ha sottolineato come nella manovra si sia forse «omesso di considerare che l’Ense non riceve contributi pubblici e che si autofinanzia attraverso lo svolgimento dei propri compiti istituzionali e che, addirittura, reinveste gli avanzi di gestione a beneficio del settore delle sementi».

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