casa

Vuole la casa, protesta in tenda

Da: Il Cittadino
http://edicola.ilcittadino.it

Brembio
Un 37enne marocchino trascina in piazza moglie e tre figli, ma non ottiene nulla
Vuole la casa, protesta in tenda
Il comune gli trova un appartamento in affitto, ma lui pretende di più

Brembio Inscena una protesta davanti il comune, ma tira troppo la corda e alla fine non ottiene nulla: extracomunitario vuole una casa dal comune e pianta la tenda davanti il municipio.
È successo ieri di primissima mattina in piazza Matteotti. Lahcem Amadour, 37enne marocchino che lavora in una cooperativa, ha portato tutta la famiglia, moglie e tre figli di cui uno neonato di nemmeno un mese, in piazza per ottenere una casa dal comune.
La famiglia di Amadour, residente a Brembio, era stata raggiunta da uno sfratto alcune settimane fa. L'amministrazione, interessata del caso, tramite i servizi sociali aveva predisposto il trasferimento di moglie e figli in una struttura protetta e autorizzata, mentre l'uomo aveva trovato alloggio temporaneamente presso dei parenti. Due settimane fa, però, il marocchino aveva prelevato moglie e figli dalla struttura e si era presentato dal sindaco Giuseppe Sozzi per chiedere un aiuto, mentre la famiglia era stata sistemata da parenti.

A rilento i lavori degli appartamenti ad uso sociale

Da: Il Cittadino
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A rilento i lavori degli appartamenti ad uso sociale
E nella zona è polemica per i ritardi del cantiere

Riflettori puntati, in tema di area ex Pirelli Cavi, sui ritardi con cui sta prendendo forma la palazzina di 20 appartamenti ad uso sociale, previsti nella convenzione del costruttore, che dovrebbero sorgere nell’imponente complesso edilizio per abbattere l’emergenza abitativa. Se in un primo tempo sembrava che i cantieri dovessero decollare proprio con la realizzazione delle case per i meno abbienti, di cui per il momento non si vede traccia, in fase di discussione è venuto a galla anche questo risvolto dell’operazione immobiliare. È tornato così in primo piano un tema che era già stato oggetto di un’interrogazione presentata dalla sinistra che siede in minoranza, con quesiti che riguardavano i criteri per l’assegnazione di queste unità immobiliari, che dovrebbero fornire risposte alla grande richiesta di case a canoni calmierati.

Noi, quelli delle case all'amianto

Da: Corriere della Sera
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la storia degli inquilini delle case popolari in zona Rogoredo e della loro battaglia
Noi, quelli delle case all'amianto
Il documentario «Le White» di Simona Risi è stato appena premiato al festival «Cinemambiente»

«Vi togliete due mila euro a testa e vedrete che non si ammala più nessuno». Aveva urlato così il rapper Oscar White, due anni fa ad «Annozero», rivolgendosi ai politici ospiti di Santoro, tra cui Stefania Prestigiacomo e Dario Franceschini. Parole dettate dalla rabbia, la rabbia di vivere alle «Bianche», case popolari in zona Rogoredo rivestite di amianto, materiale cancerogeno, illegale in edilizia dal 1992. Non sono rimaste inascoltate: il Comune ha assegnato appartamenti in altri quartieri a quasi tutte le 150 famiglie che abitavano nel palazzo di via Carlo Feltrinelli; le ultime rimaste saranno trasferite a breve. Ci sono voluti 25 anni, però. Nel frattempo sono morte 49 persone e altre 18 si sono ammalate: non si sa se per colpa dell’amianto, sono in corso accertamenti, ma è possibile. Ed è stata necessaria una battaglia lunga e faticosa, fatta di manifestazioni, esposti e denuncie, per ottenere quel risultato. La racconta Simona Risi nel documentario «Le White», appena premiato al festival «Cinemambiente». «Non un film di denuncia», precisa la regista milanese, 40 anni. «Mi interessava cogliere l’aspetto umano di una lotta che per tanto tempo ha unito persone di tutti i tipi, giovani, anziani, casalinghe. Una lotta fatta anche di scontri tra punti di vista diversi, ma da cui è sfociato un senso di solidarietà incredibile».

Cresce il grido delle famiglie sfrattate

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Da: Il Cittadino
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Genitori con figli piccoli e mamme sole con lavori precari si trovano di colpo in mezzo a una strada: sos al comune
Cresce il grido delle famiglie sfrattate
In aumento le richieste di chi resta senza casa: «L’Aler intervenga»

n A Melegnano scatta la «fame» di case, in un solo giorno tre famiglie bussano a palazzo Broletto: «Aiutateci a trovare un’abitazione». La promessa del sindaco Vito Bellomo: «Stiamo incalzando l’Aler per trovare una soluzione». La situazione più delicata è certamente quella di Paola, che proprio ieri è stata sfrattata dalla casa in via 23 Marzo dove viveva con i due figli piccoli. «Sono sola, lavoro in una cooperativa e non riesco a pagare l’affitto - ha raccontato -. Ecco perché alle 8 di stamattina (ieri, ndr) si è presentato l’ufficiale giudiziario con lo sfratto esecutivo. Eravamo già con le valigie pronte ed ora ci troviamo in mezzo alla strada».

Interrogazione del Pd: perché il Comune non fa rispettare il patto per l'equo canone in cinque case su sei?

Da: La repubblica
http://milano.repubblica.it

IL CASO
I 54 appartamenti vuoti di Ligresti
la convenzione prevede affitti low cost
Interrogazione del Pd: perché il Comune non fa rispettare il patto per l'equo canone in cinque case su sei?

di ORIANA LISO

Bilocali e quadrilocali a poche fermate di tram dal centro città. Edilizia da ceto medio, costruzioni dei primi anni Novanta con affitti cari la metà dei prezzi di mercato. In via dei Missaglia, nel quartiere Le Terrazze, sono 54 gli appartamenti vuoti, sfitti da anni, che potrebbero andare a dare un po’ di sollievo alla richiesta continua e pressante di case a prezzi calmierati di Milano. Ma due fattori lo impediscono: da una parte una proprietà, la Immobiliare Milano assicurazioni del gruppo Ligresti, che ha tutto l’interesse a lasciare vuote case che aveva l’obbligo di affittare se non ad equo canone, almeno a un canone equo. Dall’altra, l’inerzia, la lentezza da pachiderma della macchina comunale: che, pur davanti a evidenti infrazioni, rimanda o non effettua controlli sull’edilizia convenzionata, facendo prosperare gli abusi.

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